ASPETTANDO TOTTI…

Con i cinque gol rifilati al Chievo in trasferta, la Roma blinda il secondo posto in classifica e si prepara al grande evento di domenica prossima, in cui il nostro capitano calcherà il terreno dello stadio Olimpico per un’ultima volta. Sappiamo per certo che non sarà facile, ma anche che sarà bellissimo. Un’emozione che poche tifoserie al mondo hanno avuto l’onore di provare e che noi giallorossi siamo intenzionati a vivere fino all’ultimo secondo. Ci vorranno anni, se non decenni, prima che qualcuno possa anche solo avvicinarsi alla grandezza di Francesco Totti, fuoriclasse d’altri tempi che ha donato tutto il suo smisurato talento ad una squadra e ad una città, quella che ha sempre amato e mai tradito. Per questo domenica non sarà solo l’occasione per celebrare la conquista di un preziosissimo secondo posto in classifica, ma anche e soprattutto per salutare e ringraziare chi con la sua magia ha reso unici e indimenticabili questi 25 anni di vita insieme.

UNA GRANDE ROMA GUASTAFESTE…

Dopo tanti passi falsi e una stagione non sempre all’altezza delle aspettative, finalmente la Roma mostra tutto il suo carattere battendo per 3-1 la Juve capolista, già pronta a festeggiare lo scudetto davanti al pubblico giallorosso. E mentre la curva bianconera veniva brutalmente ammutolita dalle reti di De Rossi, El Shaarawi e Nainggolan, il boato romanista echeggiava sugli spalti di uno stadio Olimpico strapieno, stretto ancora una volta attorno ai suoi beniamini nella strenua difesa di quel preziosissimo secondo posto che ha il magico profumo della Champions League. Compatta, ordinata, tonica, cattiva, la Roma ha dimostrato di saper essere grande squadra e di avere le carte in regola per affrontare a testa alta qualsiasi avversario. Peccato non aver avuto sempre questa determinazione, peccato aver troppo spesso sprecato, peccato non averci creduto davvero fino in fondo…

MILANO E’ GIALLOROSSA!

Una straripante Roma stende per 4-1 il Milan in trasferta, difendendo il secondo posto in classifica a poche giornate dalla fine del campionato. Grandissima prestazione di tutto l’undici giallorosso che dopo lo scivolone del derby è riuscito a ritrovare fiducia e brillantezza, collezionando moltissime occasioni da gol e dimostrando di avere il pieno dominio del gioco. Ma come accade raramente nel gioco del calcio, la standing ovation di San Siro è stata tutta per un uomo che in campo nemmeno è entrato, nonostante fosse lo stadio – e forse il mondo – intero a volerlo vedere un’ultima volta calcare il prato verde della “Scala del calcio”, nonostante tutti non aspettassero altro che quel fatidico momento in cui lo speaker avrebbe annunciato il suo nome. Sarebbe bastato poco, un solo ultimo piccolo calcio al pallone in uno stadio così importante e gli occhi di grandi e piccini, giallorossi e non, avrebbero brillato ancora una volta. Ma va bene anche così, caro Capitano, almeno per noi, che abbiamo avuto l’onore e la fortuna di viverti e ammirarti. Per noi pochi che abbiamo avuto e avremo sempre il privilegio di amarti.